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Ricordando il IV Novembre

puntinaAnniversario della fine della Prima Guerra Mondiale

puntinaFesta dell’Unità d’Italia

puntinaFesta delle forze Armate

In municipioNoi alunni delle classi quarte siamo stati invitati alla Commemorazione del IV Novembre, perciò ci siamo documentati sulla storia d’Italia.
La Grande Guerra cominciò nel 1914 quando l’Austria dichiarò guerra alla Serbia e terminò nel Novembre del 1918.
L’Italia entrò in guerra il 24 Maggio 1915.

Quante persone morirono?
Il numero totale dei morti supera i sedici milioni. Sono numeri che devono far riflettere.

Perchè il Piave è considerato “Fiume sacro alla Patria”?
Perchè ci furono combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale. La linea di difesa del Piave resistette fino all’Ottobre 1918 quando, nella battaglia di Vittorio Veneto, gli avversari furono sconfitti e si arrivò ad un armistizio (accordo tra le parti).

Come cambiò l’Italia?
L’attuale Trentino Alto Adige passò all’Italia insieme a Trieste; erano i territori che mancavano alla sua unificazione.

Cos’è un monumento ai Caduti?
Il monumento ai Caduti è una scultura o un’opera architettonica a ricordo di tutti coloro che in guerra hanno perso la vita.
La parola monumento deriva da un verbo latino che significa “ricordare”.

Anche a Lodi Vecchio c’è il monumento ai Caduti?
C’è il monumento ai Caduti in Piazza San Rocco. Si tratta di una costruzione bianca a forma di esagono con scritto in alto : “Lodi Vecchio ai suoi Caduti per la Patria 1915 – 1918, 1940 – 1945.
Ora ce n’è uno più recente in piazzale Aldo Moro; è una costruzione lunga e bianca che si vede anche dal parco. C’è scritto: “Lodi Vecchio ricorda i Caduti in tutte le guerre”.

Abbiamo imparato la poesia “La mia città“; ricorda:

  • Francesco Barracca, un asso dell’aviazione italiana
  • Damiano Chiesa e Cesare Battisti, martiri trentini. La loro regione faceva parte dell’impero austroungarico, ma allo scoppiare della guerra combatterono per l’Italia. Fatti prigionieri, furono condannati a morte per tradimento
  • Antonio Cantore, importante generale italiano
  • Sesto Maestri, Augusto Cassinari, Arturo Tassi e Enea Fantaguzzi, soldati i cui nomi si possono trovare sul monumento ai Caduti di una città italiana

La mia città
La mia città ha buona memoria,
ricorda più cose del libro di storia:
Mentre cammino mi tira la giacca,
mi fermo e leggo: Francesco Baracca.
E mentre mi avvio per la discesa
ripete il giochetto con Damiano Chiesa.
Se vado in centro per fare acquisti,
mi fa passare per viale Battisti,
e il caso vuole che il mio dottore
riceva soltanto in piazza Cantore
(ma se il malato gli sembra grave,
c’è l’ospedale in cima a via Piave).
Di quel che si celebra in questa giornata
la mia città non s’è mai scordata:
la Grande Guerra e la sua scia di lutto,
strada per strada ha annotato tutto.
Se poi allungo il passo in pochi minuti
ecco spuntare il Monumento ai Caduti.
E’ già quasi sera, eppure mi attardo,
abbraccio quei nomi con uno sguardo:
soldato semplice Maestri Sesto
(morire a vent’anni è un po’ troppo presto);
caporal maggiore Tassi Arturo
(morire a vent’anni è un destino duro);
aviere scelto Cassinari Augusto
(morire a vent’anni non è proprio giusto);
sottotenente Fantaguzzi Enea
un’altra vita spezzata in trincea).
In questa grigia giornata autunnale
anch’io ho celebrato l’Unità Nazionale,
ma avrete capito che nella mia testa
non c’era davvero troppa aria di festa.
Mi avvio verso casa e dentro un po’ piango
per quelle vite lasciate nel fango.
La strada si allunga, però non mi spiace
l’idea di passare … da Via della Pace.

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